Vita Maestra

Vita Maestra

venerdì 24 settembre - ore 21.00

051/Teatro

di e con Maria Cristina Sarò
disegno luci Giulia Pastore

Posto unico: € 7,50

Il lavoro nasce da una riflessione profonda sulla situazione attuale nella scuola italiana. In particolar modo del personale docente che ho potuto monitorare sulla base di esperienze personali. In questi mesi ho girato l’Italia in piccoli centri, periferie in cui la scuola è così piccola dà avere corpo e voce grossa/grassa. Le mie ricerche si sono concentrate in un piccolo paesino del pavese e il materiale di testimonianza, da me raccolto, è diventato terreno per una rielaborazione drammaturgica di una piaga, una vergogna. Antonia Vita Musumeci è un personaggio da me inventato, un personaggio che vive ancora dei tempi della sua Sicilia. Una Sicilia che sembra lontana ma che è anche tanto vicina ad un Nord, prigione e allo stesso tempo nuova isola di salvezza. La maestra Vita non è mai esistita ma esiste in tutte le donne di età diversa che ho incontrato e per le quali la temporalità degli eventi, e non il tempo, si è fermata ad una scelta imposta. Da chi? Dalla Regioni? Dallo Stato? Da chi? Certamente non da loro. La Sicilia è anche la terra da cui io sono dovuta andata via ma è anche la meta del mio cammino. Un’Italia che si rovescia e che in circolo, rincorrendosi allontana e divide. La scelta della struttura monologo mi sembrava la più adatta a questo tipo di operazione. Perché La maestra Vita è sì la storia di una maestra alle prese con la precarietà della vita ma è anche la storia di una donna che ha dovuto fare delle scelte in base a quella precarietà. Scelte che le hanno negato l’essere appunto donna, madre. Io non so se Antonia Vita Musumeci ritornerà in Sicilia ma so, come lei sa, che il tempo è passato, la vita è passata. Ho scritto questo teso perché anch’io sono tra le infinite liste regionali, provinciali e nazionali di insegnamento e anch’io non nutro speranze di poter tornare in Sicilia. È un testo di denuncia ma anche di appartenenza a una terra che è vittima e carnefice allo stesso tempo. Come la protagonista, La maestra Vita, è vittima della sua stessa fame chiamata Vita.
Per quanto riguarda la messa in scena, non ho grandi indicazioni da descrivere ma una fortissima suggestione che si basa su ciò che ho visto in questi mesi. L’essenzialità di una esteriorità comportamentale che identifica un ruolo, uno stato sociale, un’ esistenza. Un’unica attrice che incarna la pluralità di voci che urlano assieme la stessa fame di vita. Che sia la fame di ieri o di oggi, non importa saperlo. È comunque fame, in tutte le sue possibili declinazioni.
Scuru.

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