ITC Teatro Stagione 2026-27 Contemporaneo
Teatro per pubblici diversi
«Si batte sempre la carne contro la carne per pervenire, non all’emissione di una risposta, ma alla enucleazione di una domanda». Così scriveva Giovanni Testori nel Ventre del teatro, il manifesto teatrale con cui, nel 1968, annunciava una nuova fase della sua opera drammatica.
La circostanza di una stagione che accoglie appunto una drammaturgia testoriana (sdisOré) ci ha fatto riandare a quelle parole, non tanto e non solo per la circostanza in sé, ma perché ci sembrano parole che il teatro debba sempre sottoscrivere. E che possa sottoscrivere una stagione come quella che va ad aprirsi, piena di spettacoli dai codici diversi ma sempre coerenti nel tentativo di interrogare la realtà, più che descriverla, di suscitare domande più che di fornire risposte.
Costellate di domande sono le nuove produzioni del Teatro dell’Argine: Habil delle città prova a porsi con uno sguardo aperto, interrogante appunto, di fronte alla violenza giovanile; Ragazza Blu ripercorre sogni e paure di una giovane donna appassionata di calcio nell’Iran contemporaneo; Un bambino è un bambino ci fa reimmergere nella confusione che regnò attorno al cosiddetto “caso Bibbiano” e alle conseguenze tragiche di essa sulle vite di molte persone.
E sicuramente non chiude il cerchio di facili significati l’Aspettando Godot di Teatro dei Venti, compagnia sempre attenta a intersecare la funzione problematizzante del teatro con i suoi valori di espressione artistica; il Tipico maschio italiano di Lorenzo Maragoni, con la sua testualità martellante da slam poetry che conduce nei meandri della mascolinità tossica; il Bandiera di CapoTrave, con il suo codice grottesco capace di innescare riflessioni sui grandi sistemi macro-economici; o la Futura classe dirigente di Caterina Marino, che recupera le parole di bambine e bambini invitati a immaginare il futuro (o meglio, a domandarsi che faccia potrà avere).
Ma le domande su un futuro distopico eppure realissimo riguardano anche Dad or alive di Bumbumfritz, una delle giovani realtà chiamate a partecipare a questa stagione, insieme a Effimero Meraviglioso (Wet floor del giovane ma già pluripremiato drammaturgo Fabio Pisano), a Les Moustaches (La fame) e a Gruppo UROR (il già citato sdisOré).
Si avvalgono di codici spettacolari capaci di creare mondi di suggestione, tutt’altro che schematici o semplicistici, Lei Lear di Teatro C’Art (forma originalissima tra clownerie e commedia) e Vent debout della compagnia francese Des fourmis dans la lanterne (poeticissimo e delicato teatro di figura e marionette dedicato alla libertà di parola).
E interrogano situazioni, momenti, figure di una condizione presente o appena passata ma comunque attuale le creazioni di Teatro la Ribalta con Antonio Viganò (Superabile), delle Belle Bandiere con Elena Bucci (Ritratto di bambola) e di Sotterraneo (Overload e Shakespearology), a cui saranno dedicati anche incontri e dialoghi.
Sempre per interrogare nuove prospettive, la rassegna Emergenze porterà anche quest’anno sul palco dell’ITC Teatro quattro giovani compagnie dell’area metropolitana bolognese.
Senza dimenticare che le domande si moltiplicheranno con gli incontri che accompagneranno ogni spettacolo, alcuni dei quali realizzati, come sempre, grazie al contributo di Oliviero Ponte di Pino, Giulia Alonzo e Cecilia Salerno di Ateatro.
Aprirà la stagione una delle Passeggiate dadaiste a cura di Michele Pascarella, che ci invita a camminare insieme come “pratica di stupore”.
Dunque, assecondando le parole di Testori, buona “interrogazione sull’esistenza” a tutte e tutti con la stagione 26/27 dell’ITC Teatro!
direzione artistica Teatro dell’Argine
in collaborazione con Comune di San Lazzaro di Savena
con Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna, MiC Ministero della Cultura
e con Ateatro, ARCI San Lazzaro, Fiadda Emilia Romagna, Forno Brisa
partner mediatico BolognaTeatro.it
![]()
![]()
2024 - Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale
footer.credits.legal-office
Powerd by: Profili