Nuova Italia per le rime 10/11/2010

Nuova Italia per le rime
Azzurra D'Agostino, drammaturga e collaboratrice del TdA da molti anni, scrive al caporedattore de Il Sole 24 Ore per lamentare la scarsità di spazi dedicati alla poesia.
Pubblichiamo qui di seguito la sua lettera.
 
Gentile caporedattore, non so se è a lei che devo rivolgermi per una considerazione in merito alla sezione letteraria dell'inserto domenicale del quotidiano il sole 24 ore. Un tempo seguivo appassionatamente il vostro domenicale, fiduciosa che si trattasse di un prestigioso e valido strumento di approfondimento culturale italiano. Appassionata di poesia, ho sempre letto con interesse e, mi si passi il sentimentalismo, fino con gioia gli interventi e i suggerimenti di lettura proposti sull'argomento dai vostri collaboratori, a partire da Franco Loi, poeta di indubbia levatura.Negli ultimi tempi, lo spazio dedicato alla poesia continua a essere ridotto, cosa a cui siamo abituati da tutti i mezzi di comunicazione per cui non ci si fa caso, ma c'è un'aggravante. Ci sono gli interventi di Davide Rondoni. Ora, io non ho nulla da dire verso la persona, che non conosco e che ovviamente sul piano individuale non mi ha fatto nulla. Ma il suo profilo pubblico ha dei trascorsi e delle esternazioni indecenti. Non mi riferisco puramente al bieco cattolicesimo bigotto su cui lo si sente di tanto in tanto pontificare, non avrei nulla contro chi esponga riflessioni su Dio (se le sue fossero riflessioni su Dio o sui Vangeli, invece che portavoce della più squallida propaganda), figuriamoci, lo stesso Loi da me appena citato positivamente ha aspetti quasi "mistici" in merito. Credo però che cose come, non facciamo finta di non saperlo, l'aver prefatto l'orribile raccolta di disarticolate parole che ha scritto Sandro Bondi, che molto è - o non è - fuorché poeta, bastino a screditare da sé qualunque ulteriore segno critico o pseudo-critico di Rondoni. O lo ha fatto per acquisire potere - e questo un poeta approfittando della poesia non deve farlo - oppure davvero pensa che valgano qualcosa - e in questo caso non vedo come possa un redattore considerarlo un critico di poesia.Ci sono davvero dei grandi poeti tra le fila degli italiani pubblicati e poco letti, poeti che con onestà intellettuale continuano a leggere altri poeti, poeti giovani e meno giovani, aprendo con intelligenza a questioni pregnanti e a suggerimenti di lettura degni di nota. Non sto parlando quindi per puro gusto personale, non avrebbe senso: se semplicemente Rondoni "non mi piacesse" eviterei di leggere i suoi interventi e morta lì. Ma è la sua presenza sulle vostre pagine ad essere un brutto segno, di decadenza, abbruttimento e inserimento in certe dinamiche che con la poesia non c'entrano nulla, anzi: sono contro la poesia.Chiedete di scrivere a Pusterla, Villalta, Buffoni, Cappello, Mazzoni, Gualtieri, Insana, Anedda, Santagostini, Inglese, Bendetti, Fiori, Bertoni, Ferrari, Scabia, chiedetelo a tanti degli altri bravi poeti che ci sono, chiedetelo a un poeta diverso a settimana, a un critico diverso a settimana, qualcosa sulla poesia verrà fuori, qualcosa si dirà davvero che non l'arrivismo banalotto o certe riflessioni da oratorio prive di spessore che ci è toccato di leggere ultimamente dalle vostre pagine. Fare il gioco di chi non vuole altro che potere è il gioco del potere, e la poesia con questo non ha nulla a che fare. Dispiaciuta se i miei toni sembrano aspri, non è un attacco personale, ma stimando il vostro lavoro degno di ogni rispetto è con rispetto che vi scrivo chiedendovi di rispettare i lettori di poesia e i potenziali tali. Saranno pochi, ma ci sono. Se riterrà opportuno inoltrare questa lettera a Rondoni stesso, per me va bene, vorrei proprio che mi spiegasse cosa ha visto in testi come il blasfemo "Madre di Dio" dedicato a Rosa Bossi Berlusconi.Grazie per l'attenzione. (Azzurra D'Agostino)
 
Anche la rivista on-line Nazione Indiana ha dato rilievo alla cosa. Per leggere l'articolo di commento clicca qui.
Per leggere l'articolo de Il Sole 24 ore clicca qui.

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