Benvenuti al Lavaggio del Cervello!

Benvenuti al Lavaggio del Cervello!

Venerdì 30, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 2020 ore 21.00

Laboratori ITC Studio
con Cristina Accorsi, Maria Rosaria Aprile, Francesca Arrivabene, Giulio Baroncini, Lucia Bonini, Riccardo Calmucchi, Chiara Candini, Alessio Dattoli, Angela Degli Esposti, Giulia Di Girolamo, Francesca Imparato, Giampaolo Liberti, Matteo Malacarne, David Pardo, Roberta Parrella

laboratorio e regia a cura di Micaela Casalboni e Giulia Franzaresi
 

intero 8 euro | ridotto 1 euro (dagli 11 ai 18 anni)

In seguito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24/10/2020 per fronteggiare la diffusione del Coronavirus, lo spettacolo è annullato/rimandato a data da destinarsi.
Saranno comunicate a breve le modalità di rimborso o spostamento dei biglietti già acquistati.
 
Il gruppo ha comunque preparato un video-spettacolo che sarà trasmesso in prima assoluta domenica 1 novembre 2020 alle ore 19.00 sul canale Youtube del Teatro dell'Argine e sul gruppo Facebook Quelli dell'ITC.
 
I testi riuniti sotto questo titolo – monologhi, dialoghi e brevissime pièce a più voci – mettono in scena un mondo e dei personaggi che sono quanto di più surreale, dadaista, folle si possa immaginare: un uomo porta a spasso un animaletto con quattro bocche che si nutre dei passanti, un maratoneta non riesce più a smettere di correre, lo Stato ha istituito dei magnifici centri per il lavaggio del cervello che acquieteranno tutte le nostre ansie, un bel giorno ci si sveglia e si scopre che si è rimasti del tutto soli a questo mondo. Insomma, un universo stralunato, buffo e inquietante al tipo stesso, folle eppure sinistramente simile alla nostra realtà... Scrivendo l’Avvertenza a questo strano copione, il drammaturgo rumeno Matéi Visniec dice: “Questi testi sono come i pezzi di uno specchio rotto. C’è stato, una volta, l’oggetto in perfetto stato. Rifletteva il cielo, il mondo e l’animo umano. E c’è stata, non si sa quando, né perché, l’esplosione. Il gioco consiste nel cercare di ricostruire l’oggetto iniziale. […] Può essere che certi pezzi manchino, tuttavia, il gioco è affascinante perché ogni volta che mettiamo insieme i moduli di cui disponiamo costruiamo comunque qualcosa… Uno specchio che non è mai perfetto, ma che riflette parecchie cose…”. Nel tornare al lavoro con gli allievi e le allieve dell’intensivo di recitazione del venerdì, questa proposta ci è sembrata la più piena di senso, proprio perché piena di non-sense, di umorismo, di una stranezza che ogni tanto ci inquieta perché ci somiglia. Perché quello specchio rotto siamo noi, il nostro mondo e il nostro tempo. E il teatro che ce li restituisce a modo suo, e ci restituisce al contempo la gioia di lavorare insieme.
 

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